Mimmo Paladino (nato a Paduli nel 1948) ha esordito nella prima metà degli anni Settanta con un approccio caratterizzato dall’apertura a diversi medium artistici, inizialmente incentrato sulla fotografia, il disegno e l’installazione ambientale. Oltre alla pittura, alla scultura, alla stampa, alla scenografia e all’impegno come regista di lungometraggi, Paladino ha collaborato con importanti designer e architetti.
Paladino ha svolto un ruolo cruciale nel collegare le allegorie che hanno plasmato il Sud Italia con una moltitudine di linguaggi artistici, dando vita a un nuovo approccio eclettico e pionieristico. Negli anni Settanta Paladino ha sfidato il sistema dell'arte d'avanguardia, ampliando le possibilità di espressione artistica attraverso diverse discipline. È stato una figura di spicco del movimento della Transavanguardia teorizzato dal critico d'arte Achille Bonito Oliva, accanto ad artisti come Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Nicola De Maria. Negli anni Ottanta Paladino ottiene un riconoscimento internazionale, esponendo in musei ed eventi internazionali come la Biennale di Venezia e Documenta.
Nei decenni successivi Paladino ha continuato a sperimentare, confrontandosi con gli spazi urbani e creando installazioni di grande impatto. Le sue mostre a Pechino, al Forte Belvedere di Firenze e in altre città europee e americane, insieme a installazioni pubbliche come la Montagna del sale a Napoli e Lo sciamano dell'acqua a Solopaca in provincia di Benevento, hanno mostrato la grandezza della sua opera e del suo linguaggio artistico.
Le opere di Paladino sono presenti in importanti collezioni pubbliche, tra cui il Los Angeles County Art Museum, il Metropolitan Museum of Art e il Museum of Modern Art di New York, la Tate di Londra, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Nationalgalerie di Berlino, l’Albertina Museum di Vienna, il Kunstmuseum di Basilea, il Centre Pompidou di Parigi, la National Gallery of Australia di Canberra, la Gallery of Ontario di Toronto e il Setagaya Art Museum di Tokyo..