Per Binion, la griglia è una forma di “geometria fatta a mano”: una struttura disciplinata che consente a immagini e informazioni di essere ripetute, nascoste e rivelate. Le opere della Berkeley: Suite sviluppano questo linguaggio attraverso combinazioni stratificate di un autoritratto degli anni Settanta, una fotografia della sua casa d’infanzia, pagine della sua rubrica e copie del suo certificato di nascita del Mississippi. La storia personale entra così a far parte della materia stessa della stampa, incorporata all’interno di strutture geometriche che possono evocare mappe, appezzamenti di terreno o strutture architettoniche.
In MAB: 1947: II, una delle opere ritorna all’inizio della vita di Binion. Una fotografia dell’artista da neonato costituisce la base della composizione, sebbene l’immagine sia volutamente difficile da individuare a un primo sguardo – lo spettatore deve osservarla attentamente per ritrovarla sotto gli strati di segni e geometrie. Quella che potrebbe apparire come una composizione puramente formale rivela lentamente la propria origine autobiografica.