MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 008

No Room for Emptiness

Date
24.02.2025 | 22.03.2025
File
COMUNICATO STAMPA
Vlcsnap 2025 02 25 18h13m19s764

MASSIMODECARLO è lieta di presentare No Room for Emptiness, la prima mostra personale in Italia dell’artista francese Diane Dal-Pra.

Un titolo che potrebbe evocare un’idea di sovrabbondanza, che suggerisce spazi ricolmi – ma Dal-Pra sovverte questa aspettativa. L’artista flirta con il vuoto, lo dilata, lo rende tangibile. Le sue opere vivono in uno stato di splendida instabilità: i corpi affiorano e scompaiono, i drappi si trasformano in paesaggi, gli spazi si piegano su se stessi come tessuti.

MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 001
DAP 0046 24 Cit Sph J Fba0 D
End of the Day
2024
Diane Dal-Pra
MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 002
DAP 0047 24 001
Start of the Day
Diane Dal-Pra

Le sue composizioni sono stratificate, velate, enigmatiche. Le pieghe, elemento ricorrente nel suo lavoro, non si limitano a cadere morbide: celano e seducono. Ispirandosi alla filosofia di Gilles Deleuze, Dal-Pra esplora l’idea di una materia in continua trasformazione, che non si assesta mai del tutto. “Il tratto barocco torce e avvolge le pieghe, spingendole verso l’infinito, piega su piega, una sull’altra”, scriveva Deleuze. Dal-Pra fa sua questa visione, trasformando il tessuto in un luogo della memoria, una superficie che assorbe e deforma, come un’entità viva e pulsante.

MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 011jpg
MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 003
MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 004
MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 005
DAP 0041 24 TO Tdq4 6 D1 RCT
Past
2024
Diane Dal-Pra

Nel suo saggio La piega (1993), Deleuze immagina un mondo fatto di ondulazioni infinite, in cui la realtà sfugge alla linearità e scorre tra il tangibile e il metafisico. Le sue teorie intrecciano la dimensione fisica con quella interiore, e i dipinti di Dal-Pra riflettono questo stesso paradosso. Le sue opere, come le pieghe labirintiche di Deleuze, non trovano mai quiete: si attorcigliano, si ritirano, avvolgono. Ma se Deleuze teorizza l’astrazione, Dal-Pra la riconduce al concreto: nelle pieghe di un tessuto sotto il peso di una testa reclinata, nella calma quasi soffocante delle tende che segnano il passaggio dal giorno alla notte. Le pieghe dell’artista francese esistono tanto nella mente quanto nel corpo, concettuali e al tempo stesso profondamente umane.

MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 006

I titoli delle sue opere – Eternal Interval, Echoes of Patience, From Solid to Gaseous, Voids Refuge – sembrano istruzioni criptiche, sintetici racconti di transitorietà e trasformazione. Il vuoto non è mai una minaccia per Dal-Pra, ma un rifugio, uno spazio da abitare.


Nonostante la loro apparente calma immobile, le opere sono profonde e intense. Le figure – spalle larghe, trecce solide – sembrano sul punto di dissolversi. La loro presenza è fragile, un’eco di qualcosa che è stato. I dettagli sono resi con meticolosa, quasi ossessiva, precisione: il peso di un drappo, il sussurro della pelle contro il tessuto. Nelle mani di Dal-Pra, il vuoto non è mai carenza: è denso, carico, incombente.

MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 007

C’è un’ironia nel modo in cui Dal-Pra accoglie il vuoto. Non lo teme, lo dirige, lo mette in scena. Anche l’immobilità inganna: ogni dipinto è animato dalla tensione di qualcosa che sta per accadere.

No Room for Emptiness non vuole riempire lo spazio, ma mettere in discussione ciò che lo spazio è. Nel mondo di Dal-Pra, il vuoto non è un’assenza, ma un fitto intreccio di drappi. Si insinua nelle pause, tra le pieghe, negli spazi sospesi dove le storie prendono forma. Queste opere richiedono lentezza, intimità, l’attenzione verso qualcosa che rimane sempre un passo oltre la nostra presa.

MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 010
MASSIMODECARLO DIANE DAL PRA 009
DAP Portrait
Diane Dal-Pra

Diane Dal-Pra è nata nel 1991 a Périgueux. Vive e lavora a Parigi.


Le tele di Dal-Pra esplorano i rituali che associamo e manteniamo con certi oggetti che collezioniamo nel corso della nostra vita. Di natura superstiziosa, l’artista si interroga su quanto le nostre proprietà materiali influenzino il nostro equilibrio interiore e, allo stesso tempo, su come definiscano le nostre identità. Nel suo corpus artistico, l'artista evidenzia la dualità delle nostre proprietà, capaci di avvolgerci e allo stesso tempo di definire noi stessi e le nostre abitudini.


Dal-Pra lavora principalmente su tele di grandi dimensioni, su cui le sue figure scultoree, costruite con una varietà di oggetti e forme corporee monumentali, assumono un’importanza monolitica. La scelta di Dal-Pra di utilizzare la pittura ad olio conferisce alle forme amalgamate maggiore presenza, grazie alle qualità intrinseche di questo medium di aggiungere profondità e volume. Tuttavia, la sua tavolozza di colori pastelli, il suo voler giocare con la texture traslucida dei tessuti, unito a pennellate lisce e invisibili e descrizioni dettagliate, contrastano il peso delle forme, riportando le opere in uno stato di perfetto equilibrio e armonia. I dipinti sono moderni nella loro estetica e scelta degli oggetti, ma perfettamente senza tempo. Le figure sono elevate allo status di statue classiche e il mezzo preferito dall'artista, l'olio, usato con precisione tecnica, traccia un filo conduttore dalla storia della pittura al Rinascimento che Dal-Pra cita come importanti influenze. Presentando opere equilibrate, Dal-Pra ci incoraggia a trarre le nostre conclusioni sulla narrazione dei suoi lavori.


Il lavoro di Dal-Pra è incluso nelle collezioni del Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington; Museo HEM, Foshan; del Museo Yuz, Shanghai; della Fondazione Louis Vuitton, Parigi; della Fondation Lafayette Anticipations, Parigi e dell'ICA Miami, Miami.