Second by Second
MASSIMODECARLO, in collaborazione con Fondation Le Corbusier, è lieta di presentare Second by Second, la prima mostra di Diane Dal-Pra alla Maison La Roche.
“Il fuoco: ciò che non si può spegnere in questa cenere…”
In Génie du non-lieu (2001), lo storico dell'arte e filosofo Georges Didi-Huberman riprende un'idea formulata per la prima volta da Jacques Derrida: quella dell'immagine come cenere viva. Non la registrazione di ciò che è stato, non un semplice resto, ma la traccia di qualcosa che è passato lasciando il proprio segno - capace di tenere insieme assenza e presenza, di persistere come il fuoco persiste nella cenere: invisibile, latente, impossibile da spegnere del tutto. È questa condizione - sopravvivenza senza conclusione, presenza senza dichiarazione - che Diane Dal-Pra esplora in Second by Second.
Nei lavori di Dal-Pra c'è qualcosa che brucia, lento e costante. Questi grandi oli su lino nascono lentamente, strato dopo strato, fino a che qualcosa emerge - qualcosa che non avrebbe potuto essere pianificato né affrettato. Dal-Pra dipinge dalla memoria, non dall'osservazione, attratta dal modo in cui il tempo distorce ciò che tocca: come il ricordo piega una forma, schiarisce un colore, fa sembrare una stanza più grande di quanto fosse mai stata. Questi dipinti non cercano di mostrare il mondo com'è. Mostrano ciò che ne resta.
E ciò che custodiscono è di un'intimità straordinaria. In Liminal Hours, piani verdi traslucidi si dissolvono l'uno nell'altro, una forma drappeggiata e la sua ombra si scambiano di posto finché nessuna delle due sembra più reale dell'altra. In Pressed Against Memories, una treccia castana scorre lungo la tela come una faglia, dividendo la superficie in tre mondi distinti - tappezzeria beige, seta viola, tessuto blu increspato - ciascuno reso con la precisione di una natura morta, ciascuno in silenziosa estraneità rispetto agli altri. I capelli diventano paesaggio. Il tessuto diventa territorio. Il corpo è ovunque e da nessuna parte, assorbito nel mondo materiale che un tempo attraversava. In Second by Second - l'opera che dà il titolo alla mostra - una superficie rosso intenso si espande verso l'esterno da un centro luminoso, linee che si irradiano come la mappa di qualcosa che si è appena spaccato o che sta lentamente diventando intero.
Ci sono momenti, scrive Dal-Pra, che non arrivano tutti in una volta - che si dispiegano secondo per secondo, come se il tempo stesso esitasse a scegliere una forma. La realtà si disperde, si incrina, rivela intervalli in cui qualcosa di indefinito comincia a circolare. Una vita si trasforma per strati, ognuno che preme sull'altro, finché qualcosa di nuovo si è formato senza che nessuno se ne sia davvero accorto. È all'interno di questi intervalli che Dal-Pra lavora - ed è da qui che nasce il titolo di questa mostra. Per lei gli oggetti non sono mai accessori: assorbono ciò che li attraversa, sopravvivono ai momenti che li hanno caricati di senso, diventano testimoni di una vita in movimento. La treccia intrecciata, la seta piegata, il terreno rosso spezzato - portano con sé ciò che li ha attraversati. Lo custodiscono in silenzio, come la cenere custodisce il fuoco.
La maternità è presente in questo corpo di lavori senza mai esserne il soggetto - il più immediato e personale di quegli intervalli. Dal-Pra l'ha descritta come “il passaggio più organico della mia vita” - una trasformazione lenta e continua, in cui l'identità si raddoppia e si dispiega strato dopo strato. Le ha dato un nuovo rapporto con il tempo: non come qualcosa che passa, ma come qualcosa che genera.
Maison La Roche - progettata da Le Corbusier e Pierre Jeanneret tra il 1923 e il 1925 - fu concepita fin dall'inizio come uno spazio per vivere con l'arte. È qui che i dipinti di Dal-Pra trovano la loro casa più recente - superfici che accumulano invece di dichiarare, che custodiscono il proprio significato, che si rivelano lentamente e secondo i propri tempi. La cenere, come abbiamo capito, non è mai fredda.
Artista
Diane Dal-Pra è nata nel 1991 a Périgueux, in Francia. Vive e lavora a Parigi.
Dal-Pra lavora su grandi oli su lino, costruendo i suoi dipinti lentamente e per strati, dalla memoria piuttosto che dall'osservazione. La precisione tecnica dei pittori rinascimentali - che cita tra le sue influenze principali - è la sua formazione di partenza, ma il suo lavoro si è progressivamente allontanato dalla figura verso qualcosa di più sfuggente: una presenza percepita più che vista. Il corpo non è più raffigurato quanto evocato - nel peso di una piega, nella traccia di una treccia, nel suggerimento di qualcosa che ha appena lasciato il campo. Dal-Pra descrive la sua pratica come un tentativo di dipingere lo stato intermedio - quello spazio in cui un'immagine non è mai del tutto formata né del tutto dissolta, in cui il tempo non scompare ma si accumula in strati sensibili. La sua tavolozza contenuta, fatta di sottili variazioni tonali, e la pennellata liscia, quasi impercettibile, tengono il lavoro sospeso tra materia e immaterialità, radicamento e dissoluzione.
I lavori di Dal-Pra sono presenti nelle collezioni dell'Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington; HEM Museum, Foshan; Yuz Museum, Shanghai; Fondation Louis Vuitton, Parigi; Fondation Lafayette Anticipations, Parigi; ICA Miami, Miami; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino and Amorepacific Museum of Art, Seoul.