DEE-TOUR
Orari di apertura
15 Giugno | 15:00–20:00
16–21 Giugno | 11:00–19:00
Come arrivare a DOMUSHAUS
Pfluggässlein 3, Basilea, Svizzera > Visualizza sulla mappa
MASSIMODECARLO presenta DEE-TOUR, la prima mostra personale di France-Lise McGurn a Basilea. In occasione di Art Basel 2026, l'esposizione è ospitata da DOMUSHAUS, un edificio modernista del dopoguerra che un tempo accolse il primo museo svizzero dedicato all'architettura.
Il titolo è tratto da Deetour, un brano del 1982 della cantante filadelfia Karen Young - una canzone di un uomo che chiude gli occhi, si solleva e trova il proprio posto da qualche parte nello spazio. Parla della fuga come stato mentale: la deviazione non come errore di percorso, ma come l'unica strada che vale la pena percorrere. McGurn la sentì per la prima volta suonata da un DJ nel bar di un hotel a Glasgow, dove lavorava da ragazza. La musica pop, il cinema e la città sono sempre stati al centro della sua pratica - e le idee di intimità, libertà, solitudine e movimento si articolano attraverso nuovi approcci al collage, alla pittura a olio e con marker direttamente su tela stampata digitalmente. Il collage tiene ferme le cose; la pittura le rimette in movimento.
Le figure di DEE-TOUR abitano la città nelle sue pieghe intime - presenti e assenti allo stesso tempo, vicine ad altri corpi eppure interamente chiuse in sé stesse. È la stessa solitudine di chi balla in mezzo alla folla senza sentirsi parte di essa, di chi guarda fuori dal finestrino di un vagone pieno, di chi si scopre solo proprio nel momento in cui è più circondato dagli altri. The Tube (2026) rende quella condizione quasi insostenibilmente precisa: il punto di partenza è una fotografia scattata sulla metropolitana di Londra, con la sua oscurità e la compressione dei corpi in transito, su cui McGurn dipinge una figura gialla dilagante, luminosa e calma. Ford Escort (2026) si sposta dal sottosuolo alla strada; la vernice spray torna nella pratica di McGurn dopo una lunga assenza. Due figure sono accostate dentro una cornice vagamente architettonica - che ricorda Bacon nel modo in cui racchiude ed espone simultaneamente - la loro prossimità tenera e irrisolta, mentre segni neri ricorrenti e guizzi di rosa e verde premono dai bordi verso il centro. L'auto citata nel titolo è al tempo stesso quotidiana e carica di significati: il suo nome allude a un veicolo, alla protezione della polizia e alla compagnia a pagamento.
Postcards from the Edge (2026) prende il titolo dall'omonimo film di Mike Nichols del 1990 - la tela divisa in quattro come un francobollo sul retro di una cartolina, un oggetto che esiste solo nel movimento, sempre in transito tra un luogo e un altro. Questo lavoro e Big Plans (2026) entrano in dialogo con R.B. Kitaj (1932–2007), un pittore a cui McGurn si ispira - un altro artista per cui muoversi tra registri diversi, tra alto e basso, pittura e collage, letteratura e cultura popolare, non era mai una contraddizione ma un metodo.
Come ha fatto nelle precedenti sedi di MASSIMODECARLO e nelle mostre istituzionali, McGurn dipingerà direttamente sulle pareti e le finestre di DOMUSHAUS - le figure si spingono oltre la tela e dentro l'edificio e verso la strada.
DEE-TOUR è stata realizzata in parallelo a nuovi lavori per una mostra personale, The Charm Offensive, al Dundee Contemporary Arts in Scozia, che apre il 22 agosto 2026. Nel 2027 l'artista inaugurerà inoltre una commissione di due anni al Museo Rodin di Filadelfia. Ogni deviazione, in fondo, sa dove porta.
Artista
France-Lise McGurn è nata a Glasgow, nel Regno Unito, nel 1983.
Superando i confini del quadro tradizionale, McGurn si libera dei limiti delle sue tele estendendo l'immagine direttamente sulle pareti della galleria e sui mobili, spostando il soggetto e creando un ambiente immersivo. Invece di avvicinarsi a un dipinto statico, l'artista attiva la composizione permettendo alle figure e alle forme di essere viste come in un campo visivo. Occasionalmente conflittuali, a volte passivi, a volte estasiati, questi personaggi si muovono attraverso emozioni che cambiano costantemente la loro personalità.
I temi chiave del lavoro di Mcgurn sono la musica, i sogni, la memoria e la cultura popolare. Le sue fonti visive includono immagini dei film degli anni '70, la rivista fetish Janus, stampe di Botticelli e autografi di celebrità. Le opere si sviluppano in modo intuitivo grazie all'uso di rapidi segni calligrafici e alla sua attenzione per la forma umana. Le linee ripetute e il movimento richiamano l'antichità, ma sono ugualmente influenzate dall'estetica della città post-industriale di Glasgow. Con i suoi dipinti, Mcgurn costruisce spirali di colori pastello che si susseguono con velocità e fluidità. Giocando coi ritmi circadiani e sul concetto di familiarità, le opere di McGurn si liberano e vengono vissute anziché esser viste.