MASSIMODECARLO presenta Canone aureo 398, una serie di acqueforti del maestro Giorgio Griffa in tiratura limitata di 50 esemplari, firmati e numerati dall'artista.

Antica proporzione di bellezza, equilibrio e armonia, la sezione aurea è un rapporto matematico definito sotto forma di numero per la prima volta da Euclide nella Grecia del IV secolo a.C. Per Griffa, questo numero irrazionale e infinito porta con sé una valenza conoscitiva e simbolica straordinaria: è metafora del mito di Orfeo. Come Orfeo scende nell'Ade per ritrovare Euridice - la sua parte femminile e creatrice - così il numero aureo sfugge alla ragione e si perde nell'ignoto.

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Ph Marko Seifert. Courtesy Fondazione Giorgio Griffa.

Dai primi anni Duemila Griffa esplora, nel ciclo Canone Aureo, il concetto di ignoto attraverso la sequenza infinita di cifre del numero aureo 1,6180339887… — una sequenza che non può mai essere scritta per intero, eppure è immutabile nello spazio e nel tempo.


Come scrive Griffa: "Posso dire che il ciclo della sezione aurea ovvero della divina proporzione è nato dalla consapevolezza che l'umanità ha affidato a questo numero una memoria profonda dell'ignoto, dell'infinito, dell'indicibile, e questo numero appunto rappresenta tale memoria. Un passo più in là del far di conto, così come la pittura è un passo più in là del disegno di una mela." [Giorgio Griffa, Canone aureo, MACRO, 2011]


Il numero aureo, troncato a un certo punto della sua sequenza decimale come in tutti i lavori del ciclo, in questa acquaforte si accompagna a segni, linee, campi e tacche che caratterizzano il lavoro di Griffa fin dagli esordi.

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Ph Marko Seifert. Courtesy Fondazione Giorgio Griffa.

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Ph Marko Seifert. Courtesy Fondazione Giorgio Griffa.

Giorgio Griffa

Giorgio Griffa è nato a Torino nel 1936 dove tuttora vive e lavora. È un pittore italiano, dagli anni '60-'70 tra i principali esponenti a livello internazionale della ricerca pittorica contemporanea. Nonostante il suo lavoro sia stato associato con l’Arte Povera, la Pittura Analitica e il Minimalismo, il percorso di Griffa, pur ricco di scambi e amicizie, rimane sotto il profilo artistico per lo più solitario e non inquadrabile in una corrente specifica.


Inizia l’attività espositiva nel 1968. Collabora con Gian Enzo Sperone sino a quando egli sposta la sua galleria a Roma. In seguito, collabora con altre Gallerie tra cui Sonnabend a New York e Parigi, Martano, Salzano, Biasutti a Torino, Toselli, Ariete, Templon, Lorenzelli, Milione, Guastalla a Milano, Samangallery a Genova, Godel, Primo Piano, Malborough, E.Tre, Mara Coccia, Oddi Baglioni, Lorcan O'Neill a Roma, Casey Kaplan a New York, Xavier Hufkens a Bruxelles e Massimo De Carlo a Milano

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