Mother and Child
Isabelle Albuquerque
MASSIMODECARLO Pièce Unique è lieta di presentare Mother and Child, prima mostra personale di Isabelle Albuquerque con la galleria.
Mother and Child è l'opera che inaugura Meadow, l'ultima serie di Isabelle Albuquerque, dove l'artista immagina un paesaggio di forme ibride, umane e floreali, che ripercorrono i paralleli tra evoluzione culturale ed ecologica. La scultura — una figura in acciaio inox, a metà tra corpo umano e orchidea — è dotata di un intricato apparato radicale che indaga i temi della conoscenza generazionale, della simbiosi, dell'empatia e degli scambi chimici tra generazioni.
Concepita originariamente per una mostra che metteva la pratica di Albuquerque in dialogo con quella di Louise Bourgeois, l'opera ricontestualizza il tema, classico nella storia dell'arte, di madre e figlio attraverso forme nuove, dalla precisione organica e insieme quasi renderizzata, che abbattono le gerarchie tra umano e non umano, organico e artificiale, realtà e fantascienza.
Nella sua Mother and Child, Albuquerque si è concentrata in particolare sull'espressione del microchimerismo e sulla condizione della donna come chimera, portatrice del materiale genetico sia dei propri genitori sia dei propri figli - uno stato simultaneo che si protende insieme verso il passato e verso il futuro.
La materialità della scultura rafforza ulteriormente questo pluralismo. Portando avanti la sua logica materica "multitudinale", Albuquerque tratta l'acciaio inox in modo che trattenga la luminosità e l'estetica mutevole della ceramica smaltata, pur conservando la resistenza e la durata industriale del metallo. Queste fioriture sradicate, apparentemente effimere, sono, paradossalmente, forgiate con la permanenza dell'acciaio.
In questa presentazione a Pièce Unique, Mother and Child cresce da un cumulo di terra fresca, continuando a costruire un ponte tra il mondo renderizzato e quello naturale. Una singola perla che sboccia da ogni orchidea approfondisce queste forme metamorfiche come potenti segni del desiderio, e mette in atto un ulteriore processo allegorico, eternizzando espressioni di scambio, rigenerazione e rinnovamento attraverso specie e registri temporali diversi.
Artista
La scultura di Isabelle Albuquerque, formalmente potente e psicologicamente carica, apre a letture e prospettive molteplici e simultanee. Con un background nella performance, Albuquerque usa il proprio corpo per indagare la natura proteiforme dell'identità e per costruire una conversazione trans-temporale che mette al centro l'esperienza delle donne e il loro rapporto con desiderio, sessualità e corporeità.
Albuquerque (nata nel 1981) ha studiato architettura e teatro al Barnard College e vive e lavora a Los Angeles. Tra le mostre: Alien Spring, Nicodim, New York (2025, personale); Isabelle Albuquerque and Louise Bourgeois: The Wandering Womb, lumber room, Portland (2025); Witchcraft, Magic, and Occult Knowledge, Cantor Arts Center, Stanford University, Palo Alto (2025); It Smells Like Girl, Jeffrey Deitch e Company Gallery, Los Angeles (2025); The Amber of this Moment, Galeria Nicodim, Bucarest (2025); Portals to Unwritten Time, Perrotin, Parigi (2025); The Neverending Story: The Dream, Vito Schnabel Gallery, St. Moritz (2024); Isabelle Albuquerque X Robert Therrien, The Studio of Robert Therrien, Los Angeles (2024); Post Human, Jeffrey Deitch, Los Angeles (2024); Orgy for Ten People in One Body, Jeffrey Deitch, New York (2022, personale); BodyLand, a cura di Lauren Taschen, Galerie Max Hetzler, Berlino (2022); The Emerald Tablet, a cura di Ariana Papademetropolous, Jeffrey Deitch, Los Angeles (2021); Nuestrxs Putxs, Human Resources, Los Angeles (2021); e Sextet, Nicodim, Los Angeles (2020, personale). Il lavoro di Albuquerque è apparso su numerose testate, tra cui The New York Times, Artforum, L'Officiel e Flash Art. La sua pubblicazione più recente, Orgy for Ten People in One Body (Jeffrey Deitch, Nicodim, Pacific, 2023), è una monografia di 450 pagine dedicata alla serie scultorea, che include conversazioni con gli artisti Miranda July e Arthur Jafa.