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Badlands

Izzy Barber

Date
31.03.2026 | 11.04.2026
Galleria
Pièce Unique
File
COMUNICATO STAMPA
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Izzy Barber dipinge dal vero: l’immediatezza e la presenza fisica sono al centro della sua pratica. Il suo lavoro si colloca all’incrocio tra osservazione, sperimentazione materica e una sensibilità decisamente moderna per il colore e lo spazio. In un momento culturale saturo di immagini digitali, il suo impegno verso lo sguardo diretto appare particolarmente rilevante.

Questi nuovi dipinti segnano un’espansione significativa della pratica di Izzy Barber, sia dal punto di vista geografico che concettuale. Realizzato per la prima volta al di fuori di New York – dove l’artista vive – questo corpus di opere nasce da diversi viaggi attraverso gli Stati Uniti, dalle Badlands fino alla costa opposta. Proiettandosi verso l’esterno, Barber si colloca in ambienti sconosciuti e spesso carichi di tensione, permettendo all’esperienza diretta di plasmare sia il soggetto sia il metodo.

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Lavorando dal vero, ogni immagine non opera semplicemente come una rappresentazione, ma come un punto d’ingresso in un racconto più ampio e in continuo sviluppo. I dipinti si leggono quasi come frammenti di una storia più grande – momenti osservati in prima persona che portano con sé il peso di qualcosa che va oltre l’inquadratura. In questo senso ricordano l’esperienza della lettura delle notizie: immediata, parziale, saturata di un contesto che supera ciò che è visibile. Eppure, a differenza della rapidità e dell’effetto appiattente dei media digitali, l’impegno di Barber verso la pittura – la sua materialità, la sua insistenza sulla presenza – consente un tipo di attenzione diverso.


Durante il suo viaggio, Barber ha deliberatamente cercato situazioni segnate da tensione politica e ambiguità. La presenza visibile dell’autorità e momenti di presunto disordine l’hanno talvolta posta nella posizione di una testimone in prima linea. A Washington D.C., durante un periodo di dispiegamento della Guardia Nazionale, ha trascorso giorni immersa in un’atmosfera condizionata da confusione, voci e distorsioni generate dalla rappresentazione online. Ha scoperto un divario tra le immagini diffuse e la realtà vissuta – scene che sembravano spontanee sui social media erano, in alcuni casi, parzialmente inscenate, complicando qualsiasi distinzione netta tra documentazione e performance.

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Protest in DC
2026
Izzy Barber

Invece di risolvere queste contraddizioni, Barber vi si abbandona. I suoi dipinti lasciano spazio all’incertezza, resistendo a narrazioni definitive in favore di un’osservazione prolungata. C’è una tensione palpabile nell’atto stesso: dipingere in presenza di figure armate, tradurre incontri carichi di significato nel linguaggio familiare dell’olio su tela. Le opere mantengono una sensibilità classica, quasi senza tempo – radicata nelle texture e nelle convenzioni della pittura figurativa e nelle tecniche dell’impressionismo – pur confrontandosi direttamente con le urgenze della vita americana contemporanea. In questo senso richiamano le tradizioni del realismo sociale, dove quotidiano e politico sono inseparabili, ma restano distintamente sue per la loro immediatezza e apertura.


Queste immagini sono, in parte, i prodotti grezzi dell’esperienza – tracce di ciò che significa collocarsi intenzionalmente dentro realtà complesse e talvolta scomode. Barber non si sottrae a ciò che incontra; lascia piuttosto che tutto si dispieghi, per essere elaborato attraverso l’atto del dipingere. Ciò che emerge non è un’affermazione definitiva, ma una serie di impressioni vissute, ancora instabili, ancora in movimento – la pittura che talvolta sembra a malapena asciutta.


Le opere presentate da MASSIMODECARLO Pièce Unique suggeriscono che alcune forme di comprensione sfuggono al linguaggio. Ciò che non può essere pienamente articolato trova espressione nella pittura: nel gesto, nella materia, nella silenziosa persistenza dello sguardo.

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Artista

Izzy Barber

Izzy Barber (nata nel 1990) è originaria di Gowanus, Brooklyn, e vive e lavora nel Queens, a New York. Barber dipinge dal vero, in pubblico, spesso al tramonto, nell’ultima luce del giorno e fino alla notte – attingendo direttamente dalle strade, dai ponti e dalle impalcature della città. Il suo tratto fortemente impressionistico, talvolta quasi tridimensionale, carica le sue scene urbane della prossimità fisica e temporale del loro farsi.


Passeggiando attraverso quartieri industriali e fermandosi sotto le impalcature urbane, Barber si immerge nella “struttura energetica” della vita cittadina. Questi momenti crepuscolari e notturni diventano il suo soggetto per eccellenza: attimi di attenzione in un mondo che continua a muoversi. Nel suo processo, ciò che è chiaro alla luce del giorno lascia il posto, dopo il buio, a una nuova ricerca –guidata più dall’intuizione che dalla preconoscenza.

Barber ha conseguito un MFA presso la New York Studio School nel 2017 e un BA in Studio Arts & Human Rights presso il Bard College nel 2011. La sua mostra There Is No Time (2024, James Fuentes, Los Angeles) segue le personali Waiting Game (2023, Studio d’Arte Raffaelli, Trento) e Crude Futures (2022) e Maspeth Moon (2021) (entrambe presso James Fuentes, New York). Il suo lavoro è stato esposto presso James Fuentes, New York; Galleria Franco Noero, Torino; David Zwirner Platform; New Orleans Art Center; e alla Brucennial del 2012, tra gli altri. Le pubblicazioni includono Waiting Game (2023) e JFP03: Izzy Barber (2021).

Opere