V06

A Great Sufficiency

Date
21.01.2026 | 07.03.2026
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COMUNICATO STAMPA
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MASSIMODECARLO è lieta di presentare A Great Sufficiency, la prima mostra personale di Peter Schuyff con la galleria a Londra.

La mostra riunisce opere costruite attraverso gesti ripetuti e misurati, frutto di un lavoro manuale protratto nel tempo, in cui la pittura si configura come un’economia autonoma di lavoro e attenzione. Il titolo richiama un’idea di pienezza - né in eccesso né in difetto - e riflette sia la resistenza di Schuyff alla sovrainterpretazione, sia la sua convinzione che il senso della pittura nasca dall’atto stesso del fare.

Massimo de Carlo 20 1 26 V02
V07
SCY 0133 25 001
DC
2024
Peter Schuyff
SCY 0136 25 001
Untitled
2024
Peter Schuyff

«Funzione è una parola migliore di significato», afferma Schuyff. I suoi dipinti agiscono in modo diretto - visivo, ottico, fisico - coinvolgendo lo sguardo e il corpo. Gli effetti possono variare, dal piacere allo sforzo o alla fatica, ma ciò che conta è che qualcosa accada.


Molte opere in mostra sono legate a sistemi di conteggio e misurazione. Opere dal titolo come Ninety Six Nurses (2024), One Hundred Golden Eggs (2024) e Gross Miscarriage (2024) suonano quasi come registri o inventari. “Gross” equivale a dodici dozzine, ovvero 144: un’unità usata per contare beni come uova o chiodi. DC (2024) rimanda invece al numero seicento, espresso in numeri romani. I numeri segnano le unità operative del lavoro di Schuyff, legando i dipinti a una logica di accumulazione fondata sulla ripetizione e sulla durata.


V01
SCY 014 C phrt6 G YOL41 B
Soft Nine (OG)
2023
Peter Schuyff
SCY 0102 25 001
Rokot
2021
Peter Schuyff

Diverse opere del 2024 sono il risultato di un lavoro denso e prolungato: superfici punteggiate da piccoli punti di luce che rallentano lo sguardo. L’effetto ottico non è pianificato, ma nasce direttamente dal processo. «Volevo smettere di pensare e tenere le mani occupate», spiega Schuyff. Dipinte nell’arco di settimane attraverso la ripetizione di un unico gesto, le opere accumulano gradualmente un’intensità diversa. «È come una pietra in tasca», dice. «A un certo punto diventa oro. Diventa lucida. Diventa pesante».


L’instabilità visiva che attraversa le opere nasce dal contatto e dal tempo, più che da una progettazione formale. Le superfici, lavorate più e più volte, mettono in tensione lo sguardo, che rallenta e si fa più attento. I dipinti chiedono allo spettatore di fermarsi.

Massimo de Carlo 20 1 26 V08
V06
SCY 0101 25 001
Resdan
2021
Peter Schuyff

Schuyff è esplicito anche riguardo alle circostanze in cui queste opere tendono a nascere. «Non sono i dipinti che realizzo quando sono davvero felice», afferma. «Sono una forma di terapia». Per Schuyff, la pittura è una pratica di perseveranza più che di espressione; non a caso si è definito «più un atleta che un poeta». Nel corso di una carriera iniziata a New York negli anni Ottanta e sviluppatasi attraverso il Neo-Geo e oltre, ha evitato categorie fisse. Oggi vive e lavora tra Amsterdam e Bari, pur restando culturalmente legato a New York, operando a una certa distanza da luoghi e narrazioni. È proprio questa distanza a permettergli di restare concentrato su ciò che la pittura può ancora fare, alle proprie condizioni.


A Great Sufficiency non intende dimostrare la rilevanza della pittura né argomentarne la necessità: le assume come date. Alla spettatrice e allo spettatore chiede poco più che tempo e attenzione. In cambio, offre un atto pittorico compiuto, portato avanti attraverso misura e ripetizione fino a raggiungere un punto in cui non serve aggiungere altro. È questo il senso di pienezza a cui Schuyff dà il nome di A Great Sufficiency.

Massimo de Carlo 20 1 26 V09
V13
Massimo de Carlo 20 1 26 V12
SCY 0138 25 001
Untitled
2025
Peter Schuyff
2 Peter Schuyff Portrait Shoot White Cube 2020 Photo Theo Christelis
Peter Schuyff

Peter Schuyff (nato nel 1958 a Baarn, Paesi Bassi) è un membro di spicco del movimento Neo-Geo emerso a New York negli anni Ottanta.


Nato nei Paesi Bassi, si è poi trasferito negli Stati Uniti, dove si è fatto conoscere per il suo approccio unico alla pittura. Il suo lavoro è caratterizzato dall'uso di forme geometriche e dalla capacità di creare luce e movimento applicando sottili strati di pittura acrilica. Tra gli artisti più innovativi della sua generazione, Schyuff continua a spingersi oltre i confini dell'arte astratta, esplorando nuove tecniche e concetti.


Nel 2017 Le Consortium, Dijon, ha presentato "Has Been", una retrospettiva delle opere di Schuyff realizzate tra il 1981 e il 1989. Le sue mostre pubbliche più recenti includono la Biennale del Whitney, New York (2014); il New Museum of Contemporary Art, New York (2005) e l'Aldrich Museum of Contemporary Art, Ridgefield, USA (1996). Le opere di Schuyff si trovano nelle collezioni permanenti del MOMA di New York: MOCA, Los Angeles; Metropolitan Museum of Art, New York e The Fisher Landau Foundation, New York. Schuyff vive e lavora ad Amsterdam (NL) e a Bari (IT).

Opere

SCY 014 C phrt6 G YOL41 B
Soft Nine (OG)
2023
Peter Schuyff
SCY 0136 25 001
Untitled
2024
Peter Schuyff
SCY 0101 25 001
Resdan
2021
Peter Schuyff
SCY 0102 25 001
Rokot
2021
Peter Schuyff
SCY 0103 25 001
The blue boy
2021
Peter Schuyff
SCY 0133 25 001
DC
2024
Peter Schuyff
SCY 0138 25 001
Untitled
2025
Peter Schuyff
SCY 0106 25 001
Eight Long
2023
Peter Schuyff