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Massimo De Carlo presenta Purgatory Paintings, una nuova mostra personale dell’artista americano Dan Colen negli spazi espositivi di Piazza Belgioioso a Milano.

Le opere di Dan Colen esplorano il valore trascendente della banalità: l’artista utilizza la tela per costruire una narrativa popolata di objet trouvè ed elementi fiabeschi che eleva la materialità del quotidiano attraverso rappresentazioni figurative e astratte.

La ricerca di Dan Colen cerca un equilibrio tra astrazione e rappresentazione: nella nuova serie Purgatory Paintings ogni tela vista da lontano può sembrare un cielo cosparso di nuvole ma, avvicinandosi, quelle che sembrano nuvole si dissolvono come una nebbia senza forma e colore.

Ogni Purgatory Painting nasce da un ossessivo processo che genera una moltitudine di strati traslucidi in cui si dissolvono le pennellate, la manualità e il gesto dell’artista. In questi quadri la pittura sembra comportarsi in maniera autonoma come se copiasse l’andamento e la struttura proprio delle nuvole, si sospende finemente sulla tela come vapore acqueo e chiede allo spettatore di strizzare gli occhi per percepirne la forma.

La mostra di Dan Colen è sospesa nel tempo e nello spazio: i dipinti catturano il momento d’investigazione del gesto pittorico e il movimento inafferrabile delle nuvole per esprimere l’indefinitezza mitica del Purgatorio. Osservando i cieli dipinti da Colen è impossibile dire se stia per scoppiare un temporale o se la tempesta sia appena passata, se il sole stia per sorgere o per tramontare: le diverse gradazioni di colore delle pennellate dell’artista scandiscono il contrasto tra le forme in primo piano e la profondità dello sfondo per fondere il nulla con l’infinito. Come in un Purgatorio immaginario lo spettatore non è in grado di percepire le distanze e di capire se esista davvero una terra di mezzo o solamente la terra.

La mostra Purgatory Paintings segna il ritorno di Dan Colen in Italia dopo sei anni e offre una riflessione lucida sulla contemporaneità. In un mondo in cui ogni immagine può essere trasformata e modificata grazie all’applicazione di filtri sintetici vivono i contrasti tra reale e virtuale e tra natura e finzione: il sublime va in scena sul palcoscenico di fantasie grottesche e teatrali.

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