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MASSIMODECARLO è lieta di presentare la mostra Golden Rose di Monster Chetwynd ospitata da MASSIMODECARLO VSpace. Golden Rose è composta da un corpus di opere create incorporando nuovi medium nella pratica dell’artista: il videoritratto e l'acquerello. La mostra è un risultato diretto della ricerca dell'artista che esplora le idee intorno al rapporto tra performance e pittura; queste opere colmano il divario tra la pratica della performance di Chetwynd e l'azione della pittura.

Il titolo della mostra, Golden Rose, è un riferimento al film di Woody Allen del 1985 The Purple Rose of Cairo, in cui un'appassionata cineasta viene trasportata nel film che sta guardando dopo che un personaggio rompe la quarta parete per parlarle; questo elemento di trama trova eco nei quattro videoritratti esposti. I video ritratti sono in principio percepiti come immagini fisse ritraenti personaggi scelti, vestiti e fotografati da Chetwynd. Man mano che lo spettatore avanza attraverso VSpace, questi personaggi iniziano a prendere vita, attivandosi nello spazio espositivo nel mettersi in movimento.

Replicando l'importanza del ruolo attivo che la presenza fisica di uno spettatore svolge nella performance art, queste opere video non possono azionarsi fino a quando il loro movimento non è attivato dallo sguardo e dal movimento dello spettatore all'interno dello spazio virtuale. Una volta avviati, i videoritratti diventano tableaux vivant, esprimendosi e muovendosi alla luce delle loro affinità e caratterizzazioni.

La definizione di “dipinti esplosi” ha inizialmente caratterizzato le performance di Chetwynd e si sposa con le opere in mostra. I video ritratti e gli acquerelli consolidano uno spazio intermedio, agendo come un passaggio da uno stato all'altro, riconoscendo la transizione armoniosa e svelandosi in essa. Lo spazio inedito che le opere video e gli acquerelli occupano tra pittura e performance è celebrato dall’essere state create appositamente per VSpace. Si collocano quindi in un percorso di esplorazione del virtuale o dell'immaginario, catturato e sviluppato.

Gli acquerelli in mostra attingono direttamente da questa serie di ritratti attivi, raffiguranti i personaggi dei videoritratti. Il compito di Chetwynd è catturare la gioia e il caos che si sviluppano all'interno del momento dal vivo e incapsularli nella bidimensionalità. Il mezzo dell'acquerello, una novità per l'artista, è particolarmente adatto alla pratica performativa di Chetwynd. La fluidità e il gesto inerenti al mezzo si prestano alla natura della performance e alla spontaneità con cui sono state create queste composizioni: composte da tableaux vivant, reminiscenze di performance passate e scene evocate dall'immaginazione di Chetwynd.

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